Nella festa
dell’Epifania si è soliti in molte parti del mondo benedire con un gesso la
porta di casa perché la grazia di Dio giunga su chi la abita e su chi la
visita. E’ un invito a far sì che Gesù
sia quotidianamente presente a casa nostra, nel nostro entrare ed uscire, nelle
nostre occupazioni… nelle nostre gioie e
pene, nei giochi dei bambini… E’ necessario scrivere con un gesso sulla porta di casa questa
formula: 20 + C + M +B+ 17 dove 20 e
17 stanno nelle prime due e nelle ultime cifre dell’anno 2017 e le lettere
C M B sono le iniziali dei nomi dei tre Re Magi, con Gaspare scritto in latino
Caspar. Le lettere C M B sono anche
l’abbreviazione delle parole latine Chirstus Mansionem Benedicat (Cristo
benedica questa casa). Il simbolo + rappresenta la croce di Cristo strumento di
salvezza. Buona Epifania a tutti!
Lettori fissi
venerdì 6 gennaio 2017
mercoledì 28 dicembre 2016
COL PRESEPE NEL CUORE
A
Montepulciano trionfa in questi giorni il Villaggio di Babbo Natale.
Numerosissime le famiglie che si recano a visitare il castello di Babbo Natale immergendosi
nell’atmosfera incantata del villaggio con i suoi mercatini natalizi, la pista
di pattinaggio su ghiaccio, i pony e molte altre attrazioni. La musica, le luci
… tutto concorre a rendere magico Montepulciano. Eccellente anche l’idea di
allestire nella sede della nobile Contrada di San Donato una ricca mostra di
presepi del mondo di proprietà di una collezionista privata.
Il
Presepe Vivente di Montepulciano nacque nel 2001 dalla buona volontà di alcune
persone, per lo più pensionati Auser, che con niente si organizzarono per allestire
la natività con personaggi veri. Non eravamo una Associazione costituita ma
persone unite dagli stessi valori e da voglia di fare. Fu comunque una vera
impresa sorretta solo dalla buona volontà, dalla gioia di stare insieme e
dall’idea di festeggiare un Natale più genuino. I figuranti, la maggior parte
artigiani, nei vari quadri proposti al visitatore, mostravano alcuni degli antichi
mestieri permettendo anche ai bambini di provare a maneggiare, in sicurezza, i
loro strumenti. Le date erano due: la notte del 24 dicembre e il pomeriggio del
6 gennaio con l’arrivo dei Re Magi a cavallo per le vie del corso cittadino.
L’ubicazione del presepe vivente cambiava ogni anno dando modo ai visitatori di
vedere palazzi e cantine per la maggior parte dell’anno celate all’occhio dei
più. Del resto Montepulciano conosciuta come “perla del Cinquecento” con i suoi
palazzi, le sue vie e i suoi angoli
caratteristici si presta molto bene per questo tipo di scenario. Dato l’alto
numero dei personaggi, quasi sessanta, i posti scelti per svolgere la sacra
rappresentazione dovevano essere capienti ed accoglienti. Il percorso del
visitatore era accompagnato da musica sacra e la notte del 24 era inserita la
veglia guidata dal Vescovo diocesano. I quadri riproponevano gli antichi
mestieri della Palestina e vedevano impegnati veri artigiani locali: pescatori,
pastori, calzolai, ceramisti, maniscalchi, fornai, ramai, cestai, impagliatori,
filatrici, tessitrici... Numerosi gli
animali: attrazione primaria dei piccoli. Il luogo a cui eravamo più legati e
dove è stato svolto in più occasioni è l’antica chiesa di S. Francesco, oggi non
più adibita al culto. Del resto le coincidenze, come qualcuno ci fece notare,
non furono poche: il presepe vivente, frutto dell’opera ingegnosa di San
Francesco d’Assisi, venne allestito proprio in una chiesa francescana con il
consenso e l’approvazione dell’allora Vescovo Diocesano Rodolfo Cetoloni
francescano. Tanti gli aneddoti legati ai nostri Presepi: un anno vestimmo come
Gesù Bambino una neonata sola la mondo della Casa Famiglia, un coniglio si mise a covare le uova di
gallina, nella capanna vollero entrare due asini gemelli… Purtroppo da alcuni anni non viene più fatto:
le risorse umane sono diminuite ma la speranza che possa riprendere vita è
tanta. E’ nata invece una buona sinergia con Terre di Presepi una rete toscana
che mappa e dà valore ai vari presepi della regione e sono sorte numerose collaborazioni con altri
presepi della provincia di Siena per mettere almeno a disposizione ciò che noi abbiamo perché possano servire in un
presepe anche se non di Montepulciano.
domenica 11 dicembre 2016
UNITI AD ALEPPO PER LA PACE
La Famiglia Domenicana
di Montepulciano, accogliendo la lettera del 27 novembre 2016, I Domenica di
Avvento, del Ministro Generale dell’ordine Francescano, Fr. Michael A. Perry e del
Custode di Terra Santa Fr Francesco Patton ha sposato “Bambini in preghiera per
la pace” rivolta a tutti gli uomini di buona volontà. Si legge: “Da tempo, come
Frati Minori, siamo preoccupati per la situazione che stanno vivendo i nostri
confratelli assieme ai cristiani e a tutta la popolazione della Siria. Non
molto tempo fa abbiamo lanciato un appello alla comunità internazionale perché intensifichi gli sforzi per far
cessare la guerra e le sofferenze della popolazione civile e perché si faccia
ogni sforzo per raggiungere la pace.” L’iniziativa “Bambini in preghiera per la
pace”, partendo da Aleppo dove ogni prima domenica del mese la S. Messa del
bambini è celebrata con questa intenzione,
è rivolta ai piccoli che si uniscono alla preghiera di altri bambini
perché il Signore accolga il grido di preghiera dei suoi piccoli. Coloro che
aderiscono a questa iniziativa possono segnalarlo sulla pagina Facebook children-in-
prayer-for-peace.
A Montepulciano, dove
milioni sono i bambini provenienti da molte città italiane per visitare il
villaggio di Babbo Natale, in tutte le chiese sarà possibile accendere una
candela e recitare la preghiera semplice di
S. Francesco davanti al presepe luogo della tenerezza divina.
martedì 1 novembre 2016
AMICIZIE OLTRE I CAMPANILI!
“
Mi chiamo ...., ed ho fatto la guerra. Ero andato
volontario in Russia con altri ragazzi come me... di altre zone di questa
nostra Italia ... Che sciorni!!! A esse’ ‘ndovini si restava casa!
Avevamo le scarpe sfondate, il freddo, la guerra, le barbarie… la fame…. Ogni
tanto scrivevamo una cartolina al Vescovo o al prete del paese. Dicevano di sostenerci con la loro
preghiera. So che tanti ragazzi come me lo facevano anche solo per scrivere: S.
E. la ricordo con affetto! Avevamo fatto amicizia tra di noi, la stessa comune
sorte era condivisa. Scherzavamo per tenerci su. Ultimamente sento tanto
parlare di fusioni di Comuni, leggo di dibattiti accesi ed infuocati, di gente
favorevole e contraria. Non discuto le ragioni che spingano questa gente a
prendere questa o quella posizione, ma nel mio poco capire politico, mi viene
da sorridere. Durante la guerra mi è capitato una cosa che voglio che si
sappia. Coloro che oggi questionano hanno antenati degni di essere ricordati.
Avanzavamo stremati tra gli spari del fuoco nemico. Un mio amico, proveniente
da uno di questi paesi dove si discute tanto sulla fusione, mi disse: - Oggiù, s’ha a di’ d’indà’ a casa? Fu quel voltarmi verso di lui, arrestarmi
e rispondergli: - Ora vedi! Chesto volevo senti’! - che mi bastò a non
rimanere secco allo scoppio di una granata che invece mi sfiorò di striscio.
Il mio amico vedendomi leggermente ferito ‘un ritrovava il sacco dalle corde,
non sapeva dove mettere le mani perché ‘un s’intendeva di ferite, ma alla
meglio mi fasciò e mi disse: – Ovvìa, ‘un sei tanto pe’ la
quale e ‘unn’è la via dell’orto, ma alò, andiamo! Lui, stremato più di me, mi
riportò a casa. Non so come fece a farcela!!! Gli sarò riconoscente per
l’eternità. Rividi la mia Chiana, i mi’ testucchi e rimangiai finalmente i pici
con la nana di cui ero tanto goloso”.

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