Lettori fissi

sabato 18 agosto 2018

POGGIOLO RINNOVA DANIELE’S DRINK


A Montepulciano, sotto un cielo azzurro intenso come uno dei due colori del Poggiolo,  venerdì 17 agosto, la Contrada ha voluto nuovamente ricordare un amico contradaiolo apprezzato e stimato per le sue qualità umane e professionali, prematuramente scomparso: Daniele Santoni. Nell’accogliente Piazzetta del Poggiolo, alla presenza del Delegato Comunale al Bravio Stefano Bazzoni, si sono ritrovati numerosi giovani e giovanissimi delle otto contrade poliziane per sfidarsi nella III edizione di Daniele’s Drink, la creazione e  preparazione  di un cocktail. Il Poggiolo organizza ormai questo evento da tre anni  in collaborazione con l’Istituto Professionale Alberghiero "Pellegrino Artusi" di Chianciano Terme. La gara, partecipata da molti giovani di Montepulciano, si è rivelata  una competizione di cocktail aperitivo tra Contrade. Creare qualcosa per poterlo ricordare in un modo a lui cosi familiare,  è sembrato a tutti giusto e doveroso. Daniele aveva una  passione contagiosa per i vini, uno  know-how sulle tecniche dei barman ed un grande amore per la cucina. Il cocktail non doveva contenere nessun tipo e/o  quantità di super-alcolici mentre è stato   consentito l’uso di vino, prosecco o spumante. Sono stati ammessi tutti gli ingredienti, sia di frutta che verdura riservando una particolare attenzione a quelle Contrade che hanno utilizzato alimenti a km0. La tipologia del recipiente utilizzato è stata a totale discrezione dei partecipanti come i colori della composizione non sono stati vincolanti e pertanto del tutto liberi. La stessa tecnica di esecuzione: shake&strain, build, muddle … era a discrezione di ogni Contrada. Le otto Contrade hanno allestito e curato al meglio la preparazione da sottoporre al giudizio della giuria composta da 3 professionisti del settore alberghiero nonché docenti dell’Istituto Artusi, Maggiolini Enrico, Pagliai Roberto, Picchiotti Paola. La giuria ha apprezzato ogni singola esecuzione trovando in ogni prodotto finale qualcosa di originale. Il criterio di giudizio si è basato principalmente sul gusto, sull’esecuzione, sulla varietà e particolarità degli ingredienti. E’ stata premiata la Contrada di Gracciano, con il cocktail Giorto, a base di estratto di sedano, succo di lime, infuso di lavanda e rosmarino e spumante brut. A seguire si sono posizionate tutte le altre Contrade a pari merito. La Contrada del Poggiolo, come ha ricordato Paolo Giannini presentando l’evento, in memoria di Daniele, ha offerto tre borse di studio che il Consiglio d’Istituto dell’Artusi  saprà indirizzare verso gli allievi più meritevoli. Lo stesso Giannini ha  fatto presente che la Contrada, in sinergia con l’Istituto di Musica di Montepulciano, finanzia un’ulteriore borsa di studio per la classe dei fiati. Con il brindisi finale, accompagnato da stuzzichini e salati predisposti dalle cuoche di Contrada, tutti i convenuti si sono dati appuntamento per DANIELE’S DRINK 2019.

martedì 14 agosto 2018

S. AGNESE NEI DISEGNI DEI BAMBINI


A Proceno martedi 14 agosto durante la giornata dedicata alla Patrona S. Agnese Segni, nella splendida cornice di Palazzo Sforza, è stato presentato il libretto “ S. Agnese nei disegni dei bambini” . Il testo vuole essere soltanto una parte ridotta dei disegni che i piccoli eseguono regolarmente su Agnese Segni, la santa di Montepulciano. Sono veri e propri “capolavori” attraverso i quali i piccoli esprimono il loro vissuto intrecciandolo con la storia di Agnese. Da un’analisi attenta è possibile rivelare che la  percezione di Agnese è iscritta nel loro DNA, parte dalla devozione familiare che si tramanda di generazione in generazione. Dopo una mia breve presentazione multimediale, che ha permesso ai numerosi bambini presenti di ascoltare e vedere la vita della Santa sotto forma di slide, siamo passati all’operatività. Ampio spazio è stato dedicato al laboratorio ideato proprio per i piccoli dove varie insegnanti sia di Proceno che di Montepulciano, mettendosi a disposizione, hanno guidato e vigilato. Presente anche la giovanissima poliziana  Lenni Agnese vincitrice di vari concorsi e promettente fumettista. In un clima cordiale e di perfetta armonia i bambini ed  i ragazzi hanno disegnato utilizzando varie tecniche e strumenti messi a disposizione proprio per loro. I disegni sono stati poi consegnati al parroco di Proceno perché li esponga. Non è mancato lo spazio dedicato alle poesie dedicate a Sant’Agnese che liberamente gli adulti hanno voluto recitare e leggere. Un attestato di partecipazione e una golosa merenda hanno chiuso la serata.  Un sentito ringraziamento va al Sindaco Cinzia Pellegrini, alla Proloco di Proceno, al Parroco don Marius e a quanti hanno organizzato l’evento. Fa sempre piacere tornare a Proceno perché è come stare in famiglia e come mi ha scritto una mamma ieri a tarda sera: “Grazie per il bel pomeriggio trascorso insieme ai miei bambini é piaciuto molto”. 


sabato 4 agosto 2018

"MAESTRO ARTIGIANO" A LULY



“Se i tuoi capelli sono a posto e indossi belle scarpe, puoi cavartela in ogni situazione” diceva Iris Apfel, l’imprenditrice interior designer statunitense riconosciuta dalle cronache specializzate come icona di stile.
La parrucchiera è colei che ha la possibilità di pettinare qualcuno che non ha mai visto, di tagliare magistralmente dando alla capigliatura varie forme, di creare bellissime acconciature facendoci uscire dal proprio saloncino completamente diverse. La parrucchiera è la maga dei capelli soprattutto quando ci vediamo allo specchio come Mafalda. 
Luliana Carpini ha ricevuto a Siena  il “Maestro artigiano”, una onorificenza  importante e ben meritata dopo più di quarant’anni di carriera lavorativa. Il Dott. Massimo Guasconi, Presidente della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Siena, ha premiato la parrucchiera poliziana conosciuta da tutti con il grazioso diminutivo di Luly. Una giornata particolare, densa di significato e di emozioni che ha visto intorno a Luliana l’intera Giunta della Cciaa, l’Assessore alle attività produttive della Regione Toscana, il Dott. Stefano Ciuffolo, la famiglia e gli amici.
Una vita quella di Luliana dedicata al lavoro ed alla formazione di giovani generazioni che nel suo negozio hanno trovato un ambiente familiare ed accogliente per imparare il mestiere. “Impara l’arte e mettila da parte” si diceva un tempo anche se in realtà queste giovani, per lo più donne, una volta acquisito le competenze di base, avviavano la propria attività lavorativa.  Da qualche anno Luliana collabora con la Regione Toscana ed alcuni Enti a formare in maniera sistematica e strutturata i giovani apprendisti parrucchieri di entrambi  i generi. Con questi corsi si favorisce l’integrazione nel mondo del lavoro e si rende una valida alternativa a chi ha interrotto gli studi. In lei trovano una guida, una insegnante, un’amica. Complimenti a Luliana Carpini che ha pettinato ed acconciato intere generazioni poliziane e non solo, mettendosi a disposizione di manifestazioni canore, teatrali ed eventi in costume.  A lei va il titolo di Maestra d’arte in fashion hair style a fianco al diploma di “Maestro artigiano”. 

domenica 24 giugno 2018

LA TRADIZIONE POPOLARE DELL’ACQUA DI SAN GIOVANNI


LA TRADIZIONE POPOLARE DELL’ACQUA  DI SAN GIOVANNI  
San Giovanni Battista è considerato l’ultimo profeta. Annunciò Cristo già nel seno materno esultando davanti a Maria in visita alla cugina Elisabetta. Definito da Gesù “il più grande tra i nati da donna” è uno dei santi più venerati nel mondo  e molte città e paesi portato questo nome. La Chiesa lo venera nelle due date della sua nascita, il 24 giugno, e il 29 agosto nel giorno della sua decapitazione. La mano del Signore stava con lui. Asceta di grande rigore ed uomo di forte parola fu il precursore di Gesù: “Giovanni camminerà davanti al Signore con lo spirito di Elia, per ricondurre il cuore dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e per preparargli un popolo ben disposto” (Lc 1,17) Tra il 23 e il 24 giugno è celebrata la notte di San Giovanni. Sin dall’antichità è stata considerata una notte particolare: quella che segue il solstizio d’estate quando il sole è al suo apice ed imprime forza e vigore alla natura e alle sue creature. Gli antichi credevano che questa notte fosse particolarmente magica perché cadeva ciò che loro chiamavano la rugiada degli dei. Il solstizio d’estate veniva dunque concepito come la porta attraverso la quale gli dei facevano passare i nuovi nati sotto forma di rugiada.
La ricorrenza di San Giovanni Battista si colloca dopo il solstizio proprio alle porte della nuova stagione, dove la natura è all’apice del suo vigore. La leggenda narra che durante questa notte il sole, rappresentato come fuoco, sposi la luna, rappresentata come acqua, e da questa loro unione le piante e i fiori vengono influenzati da una particolare forza. La tradizione popolare ci suggerisce di incanalare questo nuovo vigore per non incorrere in eventi avversi, soprattutto riferiti alle coltivazioni e di conseguenza ai raccolti e ci indica nella preparazione dell’acqua di San Giovanni lo strumento per orientare e godere a pieno di questa nuova forza. necessario Si deve raccogliere, durante la vigilia della notte del 24 giugno, una misticanza di erbe aromatiche e fiori. L'insieme si deposita dentro un contenitore colmo d’acqua sotto il cielo stellato. Durante la notte cade copiosa la rugiada di San Giovanni  e dà forza e vigore a quell’acqua che di buon mattino può essere bevuta ed utilizzata per bagnarsi. Non conoscevo questa tradizione popolare ma grazie all'amica Rossana ed un suo post su facebook mi sono documentata ed ho potuto apprendere quanto sia ancora radicata tra la gente. 

mercoledì 4 aprile 2018

IL GIRO DELLE SETTE CHIESE



 - Che hai fatto il giro delle sette chiese? – si dice a chi si è avvicendato in lungo e in largo per vari luoghi. In realtà questa frase non è soltanto un modo di dire ma un’antica pia pratica religiosa del Venerdì Santo, oggi quasi caduta in disuso, di visitare i Sepolcri allestiti nelle chiese al termine della Cena Domini del Giovedì Santo. Una specie di percorso penitenziale in vista della Pasqua.   
La  tradizione di visitare i Sepolcri  in sette  diverse basiliche nacque a Roma ed era volta ad ottenere l’indulgenza plenaria, la remissione delle pene per i peccati commessi.  Di lì a poco tempo questa pratica si estese anche fuori l’Urbe.  
I Sepolcri, allestiti per lo più in una cappella, sono tutti ornati di fiori e piante. In molti sono ancora presenti dei bei vasi di veccia, semi fatti germogliare al buio affinché le piantine prendano la colorazione bianca per ricordare i lunghi capelli di Maria Addolorata sotto la croce. 
Ad ogni visita fermandosi, si recita in ginocchio davanti all’Altare della Reposizione, 5 Pater, Ave e Gloria. Altri fedeli invece restano a pregare più a lungo impegnandosi a turno nelle 40 Ore, a Montepulciano un tempo calendarizzate nella Chiesa del Gesù, a non lasciare solo il Signore. Candele e lumini sono accese anche solo da chi fa una breve visita.
Se prima soprattutto in Provincia si dovevano fare molti km a piedi per visitare le sette chiese e buona parte del percorso si faceva  senza scarpe per non rovinare l’unico paio che avevamo, oggi con l’avvento dei mezzi di trasporto il problema non è tanto lo spostarsi ma trovare una chiesa aperta dove sia allestito il Sepolcro ed avere una pia  motivazione alla visitazione.
Nei miei ricordi di bambina sono presenti ancora molti volti che tutti gli anni come me si avvicendavano in questa pratica e devo riconoscere che dove lo faceva il padre i figli hanno mantenuto questa tradizione. 
In me restano ancora impresse le immagini delle chiese spoglie, degli altari senza tovaglie, dei drappi viola a coprire, in segno di lutto, gli arredi sacri e le reliquie.
Il silenzio delle chiese di quei tre giorni di triduo pasquale è un altro dei ricordi più nitidi. Mi veniva detto, tutti gli anni in quei giorni, che le campane restavano legate, non suonavano in segno di rispetto a Gesù deposto nella tomba ed io che già conoscevo queste informazioni le ascoltavo nuovamente e mi piaceva risentirle perché rientravano nelle cose da fare e da dire nel tempo pasquale. 
Recarmi con la nonna Lina al Consorzio Agrario, in Piazza Savonarola, per comprare l’uovo di cioccolato e vedere le vetrine dei negozi ornate a festa soprattutto la macelleria della Cesira e del Marelli con le bestie vaccine, talvolta ornate di fiori, appese a grossi  ganci, è un’altra delle cose che oggi non vedo più.

mercoledì 28 marzo 2018

GLI INCAPPUCCIATI DEL VENERDI SANTO


A Montepulciano la processione del Venerdì santo è di antica tradizione. Diversamente dalla processione commemorativa della passione e morte di Gesù Cristo che oggi un po’ ovunque viene chiamata Giudeata e colloca la sua origine a Chieti nel lontano 842 d. C., a Montepulciano é chiamata del Gesù Morto. La processione si  snoda in notturna per le vie del paese vecchio partendo dalla Chiesa di S. Agostino e  dirigendosi verso la Cattedrale. Dopo una breve riflessione e un momento di preghiera fa ritorno alla medesima chiesa dalla quale è partita e dove sono da sempre custodite le due statue che vengono portato in processione: Gesù morto e la Madonna Addolorata. La processione di Montepulciano, come in altre parti del mondo è un evento religioso sentito e partecipato  che vede i Confratelli della Pia Arciconfraternita di Montepulciano impegnati processionalmente nel portare  Gesù morto mentre la statua della Madonna addolorata è assegnata alle donne poliziane che, non senza difficoltà per la pesantezza, la trasportano a spalla.
La Misericordia di Montepulciano sorse appunto il venerdì santo del 1303 grazie ad alcune persone devote e caritatevoli e prese il nome di Compagnia della Beata Vergine Madre di Dio e Misericordia. Conosciuta dai più come Compagnia dei Neri per il colore della cappa che indossavano in poco tempo raggiunse un numero considerevole di iscritti e nel 1524 ammise anche le donne come “sorelle”. Nell’anno giubilare dedicato al tempio di San Biagio non possiamo tralasciare che il 22 aprile 1526 fu iscritto anche l’umile Toto che fu testimone dell’evento miracoloso legato all’immagine della Madonna. Durante la processione del Gesù morto i confratelli della Misericordia rigorosamente incappucciati di nero con le loro insegne, i lampioni e il catafalco  in velluto nero damascato sul quale è adagiato la statua di Gesù sottolineano quanto sia radicata e sentita, oggi come allora, questa tradizione religiosa dando una nota folcloristica all’evento immortalato da innumerevoli turisti.
Nella Diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza Radicofani vanta l’onore di avere la processione del venerdì santo più antica di tutta la Toscana (foto). Nel paese di Ghino di Tacco sono ancora presenti antichi riti come quelle delle “tre ore di agonia di Gesù”, una pia pratica dove i confratelli meditano e pregano sulle sette parole dette da Gesù sulla croce chiedendo perdono dei loro peccati davanti ad una ricostruzione particolarissima del Calvario: una quinta di bosso intrecciato alta circa sette metri sulla quale si ergono tre croci e tantissime luci. La processione degli scalzi incappucciati con torce, insegne, la statua di Gesù morto e di Maria addolorata termina davanti al Calvario illuminato dove i confratelli a turno adorano la statua di Gesù intonando il miserere.
In passato le processioni del Venerdì santo dovevano essere spettacolari se si pensa che negli antichi registri delle Compagnie è riportato che  solo in quelle ordinarie non dovevano essere numericamente inferiori a cento elementi. Processioni che in alcune parti d’Italia sono sempre state fatte anche in periodo di soppressione, di guerra  e di calamità. Personalmente ho sempre partecipato alla processione del Venerdì santo. È un appuntamento al quale mi sento di non dover mancare. Da bambina devo dire che gli incappucciati mi facevano un po’paura: il loro modo di arrivare in chiesa spalancando il portone quando non me lo aspettavo,  il battito delle loro mani  al cambio di turno dei portantini del catafalco e il loro incidere a passo lento era ciò che mi colpiva di più, ma la carezza sulla gota data da uno di loro che togliendosi il cappuccio mi sorrideva e si faceva riconoscere mi rassicurava sempre e mi faceva dormire sogni tranquilli una volta tornata a casa.