Lettori fissi

sabato 20 agosto 2016

POGGIOLO E DANIELE’S DRINK 2016 PER RICORDARE UN AMICO



Sotto un cielo poco prima capriccioso e piovoso ma poi tornato sereno,  a Montepulciano, venerdì 19 agosto, le otto Contrade hanno voluto ricordare con un brindisi un amico prematurosamente scomparso: Daniele Santoni.
La Contrada del Poggiolo organizzando questo momento, in collaborazione con l’Istituto Professionale Alberghiero "Pellegrino Artusi" di Chianciano Terme, ha aperto la settimana degli eventi con un giorno di anticipo dedicando DANIELE’S DRINK 2016 ad uno storico e fedele contradaiolo apprezzato e stimato per le sue qualità umane e professionali.
La gara, partecipata da molti giovani di Montepulciano, si è rivelata  una competizione di cocktail aperitivo tra Contrade. Creare qualcosa per poterlo ricordare in un modo a lui cosi familiare,  è sembrato a tutti giusto e doveroso. Daniele aveva una  passione contagiosa per i vini, uno  know-how sulle tecniche dei barman ed un grande amore per la cucina. I concorrenti, alcuni dei quali gli stessi Rettori di Contrada,  si sono presentati mezz’ora prima dell’orario stabilito ed hanno cosi allestito e curato al meglio la preparazione da sottoporre al giudizio della giuria composta da 4 professionisti del settore alberghiero: Maggiolini Enrico, Pagliai Roberto, Picchiotti Paola e Ruggia Simona. Il cocktail non doveva contenere nessun tipo e/o  quantità di super-alcolici mentre è stato consentito l’uso di vino, prosecco o spumante. Sono stati ammessi tutti gli ingredienti, sia di frutta che verdura riservando una particolare attenzione a quelle Contrade che hanno utilizzato alimenti a km0. La tipologia del recipiente utilizzato è stata a totale discrezione dei partecipanti come i colori della composizione non sono stati vincolanti e pertanto del tutto liberi. La stessa tecnica di esecuzione: shake&strain, muddle, build… era a discrezione di ogni Contrada mentre, vista la particolarità dell’evento, è stato richiesto che ogni creazione dovesse  recare nella decorazione una “stella”, di frutta e/o verdura, a libera fantasia del competitor per ricordare il Caffè Stella che Daniele gestiva con professionalità e simpatia. La bevanda, una per ciascuna Contrada, è stata presentata in una singola porzione per il giudizio ed inoltre preparata in quantità maggiore necessaria per essere offerta ai presenti dopo il verdetto finale. La giuria esaminatrice ha apprezzato ogni singola esecuzione trovando in ogni prodotto finale qualcosa di originale. Il criterio di giudizio si è basato principalmente sul gusto, sull’esecuzione, sulla varietà e particolarità degli ingredienti. E’ stata premiata la Contrada di Talosa  ottenendo il massimo punteggio seguita al secondo posto da San Donato e da Collazzi al terzo.  La Contrada del Poggiolo, in memoria di Daniele, ha offerto una borsa di studio che il Consiglio d’Istituto dell’Artusi  saprà indirizzare verso l’allievo più meritevole o quello più svantaggiato. Con il brindisi finale, accompagnato da stuzzichini e salati predisposti dalla Contrada del Poggiolo, tutti i convenuti, vicini alla famiglia di Daniele presente, si sono dati appuntamento per DANIELE’S DRINK 2017.



martedì 12 luglio 2016

I 104 anni di Lara Franceschi Del Toro



Benedici, Signore, Lara nella gioia per il suo compleanno cresciuta ogni giorno nella conoscenza di Te e nell’amore per tutti … – così è stato letto durante la preghiera dei fedeli lunedì 11 luglio nella chiesa del Gesù a Montepulciano. Durante la Santa Messa delle ore 18.00, concelebrata dal Parroco Domenico Zafarana,  don Azelio Mariani, don Andrea Malacarne  e don Giovanni Raffaelli, si sono ricordati e festeggiati i 104 anni di Lara Franceschi Del Toro. Le figlie, la famiglia, gli amici, la Parrocchia ed i Laici Domenicani di Montepulciano di cui fa parte si sono riuniti intorno a Lara e alla gioia di questo momento. Nell’omelia, don Domenico, ha sottolineato  alcuni dei suoi tratti indistinguibili: la semplicità, l’affabilità, la fede e l’amore per la famiglia. Un simpatico e conviviale momento ha seguito poi la S. Messa, a casa di Lara in amicizia e fraternità.
Il compleanno di Lara è stato ricordato anche dall’Amministrazione Comunale di Montepulciano che con un apposito diploma ha sottolineato l’evento e si è unita agli auguri dichiarando altresì che è la persona più longeva di tutta la provincia di Siena.  Tale primato credo lo abbia anche nell’Ordine Domenicano ma a livello mondiale.  
E’ sempre un grande piacere poter festeggiare queste meravigliose ricorrenze: compiere 100 anni è un traguardo bellissimo, 104 come lei lo è ancora di più. La Sig. Lara con il suo secolo di vita custodisce storie e racconti preziosi per la tradizione della nostra Montepulciano e di questo dobbiamo farne certamente tesoro. Augurissimi Lara, ti vogliamo bene!

domenica 5 giugno 2016

Il Gruppo Motociclisti Diocesani e il Motoclub Maremma Scrambler per l'olio votivo alla Casa di Sant'Agnese



Il Gruppo Motociclisti Diocesani unitamente al Motoclub Maremma Scrambler di Grosseto, domenica 5 giugno, hanno offerto l’olio votivo a Sant’Agnese Segni nella casa dove lei ebbe i natali. Una giornata quella di domenica trascorsa tra amici all’insegna di spiritualità e genuinità. La S. Messa celebrata dal Vescovo Stefano Manetti si è colorata di significato anche con la presenza di numerosi bambini e bambine freschi di Prima Comunione. La Parrocchia di Gracciano ha accolto, come ogni anno, i numerosi fedeli che tradizionalmente si recano al Podere di Sant’Agnese preparando anche un prelibato pranzo dove non sono mancati dolci dal sapore nostrano.
Ricordo che il Gruppo Motociclisti Diocesani é un’associazione pubblica di fedeli  nata dal desiderio di alcuni della Diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza di costituire un insieme di persone che non abbia solo il casco in testa ben allacciato, ma che cerchi di vivere da cristiano seguendo gli insegnamenti di Gesù e la sua Chiesa. Un’associazione che faccia capo al Vescovo Diocesano, a cui stia a cuore la sicurezza personale ed altrui, che voglia aiutare tutti coloro che si avvicinano e si avvicineranno al mondo motociclistico nell'amare, oltre le due ruote, il Signore e gli altri. Il gruppo è nato e si è formalmente costituito il 23 dicembre 2013 e Mons. Rodolfo Cetoloni, allora Amministratore Apostolico della Diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza,  ha riconosciuto con Decreto del 29/01/2014. Una nota degna di essere sottolineata è quella che possono far parte del “Gruppo Motociclisti Diocesani” anche tutti coloro che, minorenni, si avvicinano al mondo delle due ruote: é stata, a riguardo,  istituita una sezione Junior. Per iscrizioni ed info, sia per adulti che giovanissimi, motociclisti@diocesimontepulciano.it 
Il Podere di Sant’Agnese è anche un bellissimo ed efficientissimo centro di spiritualità immerso nel verde della nostra campagna chianina.  Con lunedì 13 giugno aprirà i battenti a vari gruppi giovanili che faranno proprio lì il loro Grest, una sorta di campeggio parrocchiale. Sappiamo tutti quanto facciano bene i campeggi per la crescita dei nostri ragazzi... ci siamo cresciuti tutti! Nella giornata di domenica, durante la Celebrazione Eucaristica, sono state consegnate loro delle magliette ed affidato agli animatori il mandato dal Vescovo. Il Podere di Sant'Agnese é una vera oasi di pace abbellita ultimamente  dal laghetto a misura di bambino dove poter fare anche la pesca notturna!



lunedì 29 dicembre 2014

IL SALUTO A FRA RAFFAELE BOI



IL SALUTO A FRA RAFFAELE BOI
Fra Raffaele Boi, laico domenicano, conosciuto ai più come sagrestano del Santuario di Sant’Agnese a Montepulciano, è salito alla Casa del Padre mercoledì 17 dicembre. Piagato nel corpo, ma non nello spirito, da un po’ di tempo, suo malgrado, risiedeva a Fiesole dove si è spento.
Lo ricordiamo con piacere il caro fra Raffaele al quale noi laici eravamo particolarmente legati e con il quale avevamo cercato di rimanere in contatto, dopo il suo trasferimento nell’infermeria di Fiesole, telefonandogli ed inviandogli delle lettere per dargli notizie della sua cara Montepulciano.
Lo avevamo conosciuto molti anni fa: era arrivato nel nostro paese al seguito di padre Graziano Leziero che lui lo considerava come un “babbo”   al quale fare riferimento sempre e comunque anche dopo che il Padre fu trasferito a Roma. Padre Graziano infatti lo sapeva prendere, consigliare e, all’occorrenza, rimproverare.
Fra Raffaele era un grandissimo devoto della Vergine e per onorarla si era recato in pellegrinaggio nei santuari più conosciuti della cristianità. Nella sua cella erano conservate tantissime immagini mariane… prima fra tutte la Vergine di Bonaria protettrice della Sardegna sua terra d’origine. Fu lui ha raccontarmi la  bellissima storia della Madonna di Bonaria che io a sua volta ho narrato a scuola ai bambini per la miracolosa particolarità di aver ritrovato la statua della Vergine dentro ad una cassa di legno a seguito di un naufragio con una candela accesa!  
Personalmente ho tanti piacevoli ricordi legati a  lui: gli incontri di preghiera, la riunione del Tod alla quale non mancava mai, la festa della Befana che lui attendeva sempre con trepidazione e della quale aveva molta paura, le gite con  Padre Graziano e le richieste che mi faceva perché intercedessi sul superiore perché lo portasse, i pranzi tutti insieme…
Apparentemente scorbutico mostrava a chi lo amava e lo trattava con garbo tanta tenerezza. 
Un giorno, tanti anni fa, quando ancora c’era Padre Graziano, con il permesso del suo superiore, mi invitò a vedere il presepe che aveva predisposto in clausura. Il permesso fu accordato  e vi andai. Ne rimasi stupita: oltre ai personaggi canonici vi aveva messo di tutto anche la fattoria, il camion dei pompieri e le scatole di cartone di questi giochi a mo’ di sfondo. Fu allora che capii chi era fra Raffaele e iniziai a volergli bene per questo suo modo di essere che lo faceva tanto simile ai bambini. Guardate ne ho visti di bei presepi, ma  quello di  fra Raffaele rimarrà per me il più bello proprio per ciò che mi trasmise nel profondo.
Sono convinta  che fra Raffaele sia già in Paradiso, e non tanto a fare presepi come ha detto Padre Marco dall’altare il giorno di Natale, ma a pregare per noi perché quando glielo chiedevamo lui lo faceva sempre e noi sperimentavamo da subito che le nostre richieste erano state esaudite. Preghiamo dunque fra Raffaele perché io so che lui lo sta già facendo per noi!
Sono contenta di averlo conosciuto e per questo ringrazio infinitamente il Signore perché ascoltandolo e guardandolo ci ridimensionavamo in tante piccole e grandi cose e questioni che a noi sembravano importanti. Lui sapeva trasmetterci la semplicità e l’umiltà dei piccoli. Grazie Raffaele!
Domenica 18 gennaio 2015, nel trigesimo della morte, alle ore 18.00 nel Santuario di Sant'Agnese, celebreremo in sua memoria la Santa Eucarestia.

lunedì 20 ottobre 2014

Vivere Montepulciano pensando all'Africa



La giovane poliziana Laura Cozzani nasce a Chiusi nel 1981. Dopo aver concluso gli studi classici e completato l'iter giurisprudenziale, si iscrive alla Scuola del Nudo presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, con la quale acquisisce maggior consapevolezza delle proprie doti grafiche e pittoriche, sviluppando la creatività innata. Inizia il percorso artistico eseguendo opere su commissione, sperimentando vari materiali tra cui bombolette spray e colori acrilici su tela. Nel corso degli anni partecipa ad un workshop di fumetti, collabora con Mondomix e Musica Jazz Italia in veste di disegnatrice di carboncini di autori e musicisti famosi, firma le vignette del quotidiano del Live Festival of Beer of Acquaviva, partecipa all'evento espositivo di Liberacollarte e alla mostra del caratteristico paesino toscano di Ascianello, dipinge per due anni consecutivi il  Bravio per i piccoli spingitori. Collabora con il Mattatoio n.5 per tre anni consecutivi organizzando ed eseguendo live painting su temi sociali. Realizza in collaborazione con lo scrittore emergente Cristiano Signorino due copertine della trilogia horror-fantasy Anime Impure e il quotidiano Centritalia le dedica la pagina del personaggio del mese nel giugno 2012, descrivendola come un'artista che ama stupire con la sua contaminazione di tecniche e stili. Attualmente vive in Toscana, si dedica alla pittura, al canto con L'albero dei 7 formaggi, una produzione di musica naturale afro-italiana ed è aperta a nuove collaborazioni. “La curiosità e la ricerca delle radici che mi hanno da sempre spinta a fare esperienze, anche ai limiti dell'assurdo, mi hanno portata in Africa, per la seconda volta. Quando incontri l'Africa hai la percezione immediata che la risposta a tutte le domande sia là è il mettersi in gioco e il confrontarsi con quella realtà sorprende, fa riaffiorare il ricordo della verità più antica: che siamo tutto e non siamo nessuno. Dopo aver vissuto un mese in giro per il sud del Senegal, la regione Casamance, ho avuto anche l'onore di vivere a Dakar, un bel guazzabuglio infernale. Conta tre milioni di persone e soffre di una contaminazione occidentale reiterata e dei risvolti negativi che essa comporta, tra cui smog, kaos stradale, razzismo e malvivenza legati alla precarietà economica di alcuni quartieri, sporcizia dovuta specialmente alla plastica, abusivismo edilizio... Sono stata a contatto con le persone del quartiere di yoff e l'Africa pura si sente ancora nell'accoglienza, nell'ospitalità, nella condivisione del pasto, nei mestieri che richiedono manualità, che da noi stanno sparendo, e ho approfondito sul campo la tecnica del Batik, l'arte di tintura dei tessuti con colori, cera calda e pennelli. Immergendosi in quel lavoro manuale la frenesia della vita occidentale lascia spazio ai ritmi naturali. Il rispetto dell'essere umano non può prescindere dal rispetto dei suoi stessi ritmi. Quel fluire consapevole del tempo fa riemergere la coscienza di se stessi, dei propri bisogni e si sorride, collaborando senza competitività, condividendo le proprie capacità e i propri talenti gli uni con gli altri, in comunione e senza giudizio. Salvo eccezioni, la mia generazione ha vissuto la comodità, l'ozio, il divertissement, ha inconsapevolmente spostato l'attenzione su elementi esterni, dimenticando il principio più importante: che il lavoro è anzitutto su se stessi, sulla crescita personale quale individuo unico e perfettibile. Lavoro che richiede uno sforzo continuo, una costante presa di responsabilità che sostiene e sviluppa la spina dorsale, il carattere per affrontare ogni problema ed ogni sfida che la vita presenta, senza delegare. In Senegal nulla è comodo, il disagio spiazza gli uomini strutturati ed abitudinari che cadono in preda di attacchi di panico, ma per chi ha volontà di cogliere la lezione il disagio aguzza l'ingegno e forgia uomini con la U maiuscola. A sentir dire i racconti dei nonni, quella africana sembra una realtà molto simile a quella vissuta in Italia nel dopo guerra, dove non c'era niente e tutti si davano una mano. La ricerca continua dentro me va di pari passo con l'esplorazione dell'ambiente intorno a me è con l'incontro di persone speciali. E non c'è due senza tre, per cui ho la netta impressione che avrò presto altre note a da raccontare….”