A Montepulciano, sotto un cielo azzurro intenso come uno dei due colori del
Poggiolo, venerdì 17
agosto, la Contrada ha voluto nuovamente ricordare un amico contradaiolo apprezzato
e stimato per le sue qualità umane e professionali, prematuramente scomparso:
Daniele Santoni. Nell’accogliente
Piazzetta del Poggiolo, alla presenza del Delegato Comunale al Bravio Stefano Bazzoni, si sono ritrovati numerosi
giovani e giovanissimi delle otto contrade poliziane per sfidarsi nella III
edizione di Daniele’s Drink, la creazione e preparazione
di un cocktail. Il Poggiolo organizza ormai questo
evento da tre anni in collaborazione con
l’Istituto Professionale Alberghiero "Pellegrino Artusi" di
Chianciano Terme. La gara, partecipata da molti giovani di Montepulciano, si è rivelata una competizione di cocktail aperitivo tra
Contrade. Creare qualcosa per poterlo
ricordare in un modo a lui cosi familiare,
è sembrato a tutti giusto e doveroso. Daniele aveva una passione contagiosa per i vini, uno know-how sulle tecniche dei barman ed un
grande amore per la cucina. Il cocktail non doveva contenere nessun tipo
e/o quantità di super-alcolici mentre è stato consentito l’uso di vino, prosecco o
spumante. Sono stati ammessi tutti gli ingredienti, sia di frutta che verdura
riservando una particolare attenzione a quelle Contrade che hanno utilizzato
alimenti a km0. La tipologia del recipiente utilizzato è stata a totale
discrezione dei partecipanti come i colori della composizione non sono stati
vincolanti e pertanto del tutto liberi. La stessa tecnica di esecuzione:
shake&strain, build, muddle … era a discrezione di ogni Contrada. Le otto Contrade hanno allestito e curato al meglio
la preparazione da sottoporre al giudizio della giuria composta da 3
professionisti del settore alberghiero nonché docenti dell’Istituto Artusi,
Maggiolini Enrico, Pagliai Roberto, Picchiotti Paola. La giuria ha apprezzato
ogni singola esecuzione trovando in ogni prodotto finale qualcosa di originale.
Il criterio di giudizio si è basato principalmente sul gusto, sull’esecuzione,
sulla varietà e particolarità degli ingredienti. E’ stata premiata la Contrada di Gracciano,
con il cocktail Giorto, a base di estratto di sedano, succo di lime, infuso
di lavanda e rosmarino e spumante brut. A seguire
si sono posizionate tutte le altre Contrade a pari merito. La Contrada del Poggiolo, come ha ricordato
Paolo Giannini presentando l’evento, in memoria di Daniele, ha offerto tre borse
di studio che il Consiglio d’Istituto dell’Artusi saprà indirizzare verso gli allievi più
meritevoli. Lo stesso Giannini ha fatto
presente che la Contrada, in sinergia con
l’Istituto di Musica di Montepulciano, finanzia un’ulteriore borsa di studio per la classe dei fiati. Con il brindisi finale, accompagnato da stuzzichini e salati predisposti dalle cuoche di Contrada, tutti i convenuti si sono dati appuntamento per DANIELE’S DRINK 2019.
Lettori fissi
sabato 18 agosto 2018
martedì 14 agosto 2018
S. AGNESE NEI DISEGNI DEI BAMBINI
A Proceno martedi 14
agosto durante la giornata dedicata alla Patrona S. Agnese Segni, nella
splendida cornice di Palazzo Sforza, è stato presentato il libretto “ S. Agnese
nei disegni dei bambini” . Il testo vuole essere soltanto una parte ridotta
dei disegni che i piccoli eseguono regolarmente su Agnese Segni, la santa di
Montepulciano. Sono veri e propri “capolavori” attraverso i quali i piccoli
esprimono il loro vissuto intrecciandolo con la storia di Agnese. Da un’analisi
attenta è possibile rivelare che la
percezione di Agnese è iscritta nel loro DNA, parte dalla devozione
familiare che si tramanda di generazione in generazione. Dopo una mia breve
presentazione multimediale, che ha permesso ai numerosi bambini presenti di
ascoltare e vedere la vita della Santa sotto forma di slide, siamo passati
all’operatività. Ampio spazio è stato dedicato al laboratorio ideato proprio
per i piccoli dove varie insegnanti sia di Proceno che di Montepulciano,
mettendosi a disposizione, hanno guidato e vigilato. Presente anche
la giovanissima poliziana Lenni Agnese
vincitrice di vari concorsi e promettente fumettista. In un clima cordiale e di
perfetta armonia i bambini ed i ragazzi
hanno disegnato utilizzando varie tecniche e strumenti messi a disposizione
proprio per loro. I disegni sono stati poi consegnati al parroco di Proceno
perché li esponga. Non è mancato lo spazio dedicato alle poesie dedicate a
Sant’Agnese che liberamente gli adulti hanno voluto recitare e leggere. Un
attestato di partecipazione e una golosa merenda hanno chiuso la serata. Un sentito ringraziamento va al Sindaco
Cinzia Pellegrini, alla Proloco di Proceno, al Parroco don Marius e a quanti
hanno organizzato l’evento. Fa sempre piacere tornare a Proceno perché è come
stare in famiglia e come mi ha scritto una mamma ieri a tarda sera: “Grazie per
il bel pomeriggio trascorso insieme ai miei bambini é piaciuto molto”.
sabato 4 agosto 2018
"MAESTRO ARTIGIANO" A LULY
“Se
i tuoi capelli sono a posto e indossi belle scarpe, puoi cavartela in ogni
situazione” diceva Iris Apfel, l’imprenditrice interior designer statunitense
riconosciuta dalle cronache specializzate come icona di stile.
La parrucchiera è colei che ha la possibilità di pettinare qualcuno che
non ha mai visto, di tagliare magistralmente dando alla capigliatura varie forme,
di creare bellissime acconciature facendoci uscire dal proprio saloncino
completamente diverse. La parrucchiera è la maga dei capelli
soprattutto quando ci vediamo allo specchio come Mafalda.
Luliana
Carpini ha ricevuto a Siena il “Maestro
artigiano”, una onorificenza importante
e ben meritata dopo più di quarant’anni di carriera lavorativa. Il Dott. Massimo
Guasconi, Presidente della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura
di Siena, ha premiato la parrucchiera poliziana conosciuta da tutti con il grazioso
diminutivo di Luly. Una giornata particolare, densa di significato e di
emozioni che ha visto intorno a Luliana l’intera Giunta della Cciaa, l’Assessore
alle attività produttive della Regione Toscana, il Dott. Stefano Ciuffolo, la
famiglia e gli amici.
Una
vita quella di Luliana dedicata al lavoro ed alla formazione di giovani
generazioni che nel suo negozio hanno trovato un ambiente familiare ed
accogliente per imparare il mestiere. “Impara l’arte e mettila da parte” si
diceva un tempo anche se in realtà queste giovani, per lo più donne, una volta
acquisito le competenze di base, avviavano la propria attività lavorativa. Da qualche anno Luliana collabora con la
Regione Toscana ed alcuni Enti a formare in maniera sistematica e strutturata i
giovani apprendisti parrucchieri di entrambi
i generi. Con questi corsi si favorisce l’integrazione nel mondo del
lavoro e si rende una valida alternativa a chi ha interrotto gli studi. In lei trovano
una guida, una insegnante, un’amica. Complimenti a Luliana Carpini che ha
pettinato ed acconciato intere generazioni poliziane e non solo, mettendosi a
disposizione di manifestazioni canore, teatrali ed eventi in costume. A lei va il titolo di Maestra d’arte in
fashion hair style a fianco al diploma di “Maestro artigiano”.
domenica 24 giugno 2018
LA TRADIZIONE POPOLARE DELL’ACQUA DI SAN GIOVANNI
LA TRADIZIONE POPOLARE
DELL’ACQUA DI SAN GIOVANNI
San Giovanni Battista è
considerato l’ultimo profeta. Annunciò Cristo già nel seno materno esultando
davanti a Maria in visita alla cugina Elisabetta. Definito da Gesù “il più
grande tra i nati da donna” è uno dei santi più venerati nel mondo e molte città e paesi portato questo nome. La
Chiesa lo venera nelle due date della sua nascita, il 24 giugno, e il 29 agosto
nel giorno della sua decapitazione. La mano del Signore stava con lui. Asceta
di grande rigore ed uomo di forte parola fu il precursore di Gesù: “Giovanni camminerà
davanti al Signore con lo spirito di Elia, per ricondurre il cuore dei padri verso
i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e per preparargli un popolo ben
disposto” (Lc 1,17) Tra il 23 e il 24 giugno è celebrata la notte di
San Giovanni. Sin dall’antichità è stata considerata una notte
particolare: quella che segue il solstizio d’estate quando il sole è al suo
apice ed imprime forza e vigore alla natura e alle sue creature. Gli antichi
credevano che questa notte fosse particolarmente magica perché cadeva ciò
che loro chiamavano la rugiada degli dei. Il solstizio
d’estate veniva dunque concepito come la porta attraverso la quale gli dei
facevano passare i nuovi nati sotto forma di rugiada.
La ricorrenza di
San Giovanni Battista si colloca dopo il solstizio proprio alle porte della
nuova stagione, dove la natura è all’apice del suo vigore. La leggenda
narra che durante questa notte il sole, rappresentato come fuoco,
sposi la luna, rappresentata come acqua, e da questa loro unione le
piante e i fiori vengono influenzati da una particolare forza. La tradizione
popolare ci suggerisce di incanalare questo nuovo vigore per non incorrere
in eventi avversi, soprattutto riferiti alle coltivazioni e di conseguenza
ai raccolti e ci indica nella preparazione dell’acqua di San Giovanni lo
strumento per orientare e godere a pieno di questa nuova forza. necessario Si deve raccogliere, durante la vigilia della notte
del 24 giugno, una misticanza di erbe aromatiche e fiori. L'insieme si deposita dentro un contenitore colmo d’acqua sotto il cielo stellato. Durante la notte cade copiosa la
rugiada di San Giovanni e dà forza e vigore a quell’acqua che di buon mattino
può essere bevuta ed utilizzata per bagnarsi. Non conoscevo questa tradizione popolare ma grazie all'amica Rossana ed un suo post su facebook mi sono documentata ed ho potuto apprendere quanto sia ancora radicata tra la gente.
mercoledì 4 aprile 2018
IL GIRO DELLE SETTE CHIESE
- Che hai fatto il giro delle sette chiese?
– si dice a chi si è avvicendato in lungo e in largo per vari luoghi. In realtà questa
frase non è soltanto un modo di dire ma un’antica pia pratica religiosa del
Venerdì Santo, oggi quasi caduta in disuso, di visitare i Sepolcri allestiti
nelle chiese al termine della Cena Domini del Giovedì Santo. Una specie di
percorso penitenziale in vista della Pasqua.
La tradizione di visitare i Sepolcri in sette diverse basiliche nacque a Roma ed era volta
ad ottenere l’indulgenza plenaria, la remissione delle pene per i peccati
commessi. Di lì a poco tempo questa
pratica si estese anche fuori l’Urbe.
I Sepolcri, allestiti
per lo più in una cappella, sono tutti ornati di fiori e piante. In molti sono ancora presenti dei bei vasi di veccia, semi fatti germogliare al
buio affinché le piantine prendano la colorazione bianca per ricordare i lunghi
capelli di Maria Addolorata sotto la croce.
Ad ogni visita fermandosi, si recita in
ginocchio davanti all’Altare della Reposizione, 5 Pater, Ave e Gloria. Altri
fedeli invece restano a pregare più a lungo impegnandosi a turno nelle 40 Ore,
a Montepulciano un tempo calendarizzate nella Chiesa del Gesù, a non lasciare
solo il Signore. Candele e lumini sono accese anche solo da chi fa una breve
visita.
Se prima soprattutto in
Provincia si dovevano fare molti km a piedi per visitare le sette chiese e buona
parte del percorso si faceva senza
scarpe per non rovinare l’unico paio che avevamo, oggi con l’avvento dei mezzi
di trasporto il problema non è tanto lo spostarsi ma trovare una chiesa aperta
dove sia allestito il Sepolcro ed avere una pia motivazione alla visitazione.
Nei miei ricordi di
bambina sono presenti ancora molti volti che tutti gli anni come me si
avvicendavano in questa pratica e devo riconoscere che dove lo faceva il padre
i figli hanno mantenuto questa tradizione.
In me restano ancora impresse le
immagini delle chiese spoglie, degli altari senza tovaglie, dei drappi viola a
coprire, in segno di lutto, gli arredi sacri e le reliquie.
Il silenzio delle
chiese di quei tre giorni di triduo pasquale è un altro dei ricordi più nitidi.
Mi veniva detto, tutti gli anni in quei giorni, che le campane restavano legate,
non suonavano in segno di rispetto a Gesù deposto nella tomba ed io che già
conoscevo queste informazioni le ascoltavo nuovamente e mi piaceva risentirle
perché rientravano nelle cose da fare e da dire nel tempo pasquale.
Recarmi con
la nonna Lina al Consorzio Agrario, in Piazza Savonarola, per comprare l’uovo
di cioccolato e vedere le vetrine dei negozi ornate a festa soprattutto la
macelleria della Cesira e del Marelli con le bestie vaccine, talvolta ornate di
fiori, appese a grossi ganci, è un’altra
delle cose che oggi non vedo più.
mercoledì 28 marzo 2018
GLI INCAPPUCCIATI DEL VENERDI SANTO
A Montepulciano la
processione del Venerdì santo è di antica tradizione. Diversamente dalla
processione commemorativa della passione e morte di Gesù Cristo che oggi un po’
ovunque viene chiamata Giudeata e colloca la sua origine a Chieti nel lontano
842 d. C., a Montepulciano é chiamata del Gesù Morto. La processione si snoda in notturna per le vie del paese vecchio
partendo dalla Chiesa di S. Agostino e dirigendosi verso la Cattedrale. Dopo una breve riflessione e un momento di preghiera fa ritorno
alla medesima chiesa dalla quale è partita e dove sono da sempre custodite le due statue
che vengono portato in processione: Gesù morto e la Madonna Addolorata. La
processione di Montepulciano, come in altre parti del mondo è un evento religioso
sentito e partecipato che vede i
Confratelli della Pia Arciconfraternita di Montepulciano impegnati processionalmente
nel portare Gesù morto mentre la statua
della Madonna addolorata è assegnata alle donne poliziane che, non senza
difficoltà per la pesantezza, la trasportano a spalla.
La Misericordia di
Montepulciano sorse appunto il venerdì santo del 1303 grazie ad alcune persone
devote e caritatevoli e prese il nome di Compagnia della Beata Vergine Madre di
Dio e Misericordia. Conosciuta dai più come Compagnia dei Neri per il colore
della cappa che indossavano in poco tempo raggiunse un numero considerevole di
iscritti e nel 1524 ammise anche le donne come “sorelle”. Nell’anno giubilare
dedicato al tempio di San Biagio non possiamo tralasciare che il 22 aprile 1526
fu iscritto anche l’umile Toto che fu testimone dell’evento miracoloso legato
all’immagine della Madonna. Durante la processione del Gesù morto i confratelli
della Misericordia rigorosamente incappucciati di nero con le loro insegne, i
lampioni e il catafalco in velluto
nero damascato sul quale è adagiato la statua di Gesù sottolineano quanto sia radicata e sentita, oggi
come allora, questa tradizione religiosa dando una nota folcloristica
all’evento immortalato da innumerevoli turisti.
Nella Diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza Radicofani vanta l’onore
di avere la processione del venerdì santo più antica di tutta la Toscana (foto). Nel
paese di Ghino di Tacco sono ancora presenti antichi riti come quelle delle “tre
ore di agonia di Gesù”, una pia pratica dove i confratelli meditano e pregano
sulle sette parole dette da Gesù sulla croce chiedendo perdono dei loro peccati
davanti ad una ricostruzione particolarissima del Calvario: una quinta di bosso
intrecciato alta circa sette metri sulla quale si ergono tre croci e tantissime
luci. La processione degli scalzi incappucciati con torce, insegne, la statua
di Gesù morto e di Maria addolorata termina davanti al Calvario illuminato dove
i confratelli a turno adorano la statua di Gesù intonando il miserere.
In passato le
processioni del Venerdì santo dovevano essere spettacolari se si pensa che negli
antichi registri delle Compagnie è riportato che solo in quelle ordinarie non dovevano essere numericamente
inferiori a cento elementi. Processioni che in alcune parti d’Italia sono sempre state
fatte anche in periodo di soppressione, di guerra e di calamità. Personalmente ho sempre
partecipato alla processione del Venerdì santo. È un appuntamento al quale mi
sento di non dover mancare. Da bambina devo dire che gli incappucciati mi
facevano un po’paura: il loro modo di arrivare in chiesa spalancando il portone
quando non me lo aspettavo, il battito
delle loro mani al cambio di turno dei
portantini del catafalco e il loro incidere a passo lento era ciò che mi
colpiva di più, ma la carezza sulla gota data da uno di loro che togliendosi il
cappuccio mi sorrideva e si faceva riconoscere mi rassicurava sempre e mi faceva dormire sogni tranquilli una volta tornata a casa.
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