Lettori fissi

giovedì 16 maggio 2013

A MONTEPULCIANO ARRIVA IL GATTO MAMMONE



C’era un volta un giovane uomo che rimasto vedovo con una bambina ancora piccola decise di risposarsi per trovare una nuova madre alla sua figliuola. Prese in moglie una vedova, anch’ella con una figlia. Le due cittìne avevano la stessa età, ma Stellina, la figlia del vedovo, era aggraziata buona e molto operosa invece l’altra, Staccia, era tartabòzzola, maleducata e svogliata… Sabato 18 Maggio 2013 alle ore 17.30 nella Sala Grande del Caffè Poliziano in occasione degli incontri con nuovi autori della piccola editoria Lucia Tremiti presenta “Il Gatto Mammone” una raccolta di dieci novelle della tradizione orale toscana. Dopo  “Che vòi sapè’ te Pichirillino” e “Marcellino ‘un vòle il pane.. .vòle il vino” arriva in libreria questa terza raccolta di novelle:Il Gatto Mammone”. La creatura rientra tra le molte dell’immaginario fantastico invocata per impaurire i bambini soprattutto se non mangiano la pappa alla stregua del Bobo Nero, della Marroca e della Gatta Ignuda: Gatto Mammone vien di notte ti riempie di calci e botte poi ti graffia sul pancino e ti divora l’intestino! Le novelle della nonna sono sempre state sulla bocca del popolo perché niente c’è di più interessante e commovente dei racconti che ci fanno le persone anziane. I nonni hanno la mente piena di ricordi e la lunga esperienza della vita li ha ammaestrati a trarre dalle proprie memorie deduzioni profittevoli. Arricchite di espressioni popolari, detti, filastrocche, indovinelli, modi di dire e proverbi queste nostre novelle toscane sono fatte di immagini semplici e cose quotidiane e rispecchiano quell’immaginario popolare tramandato oralmente per intere generazioni.    “Il Gatto Mammone” è stato scritto da Lucia Tremiti ed illustrato da Andrea Picciafuochi,  il disegnatore delle simpaticissime carte del Mercante in Chiana. L’evento, patrocinato dal Comune di Montepulciano e dalla Biblioteca Archivio Piero Calamandrei, in collaborazione con Caffè Poliziano, Il Cantinone Teatri e Rete Migrant Women, è introdotto da due maestre di scuola dell’infanzia Paola Caroti e Sabrina Dottori. Le musiche invece sono curate da due bambine di scuola primaria Alessia e Francesca Fé.
­...-Bella bambina cosa sei venuta a fà’ quaggiùe? –  le chiese il Gatto Mammone.
- So’ venuta per andà’ dal Gatto Mammone a riprènde’ il mi’ sapone che m’é cascato nella vasca!!!...

lunedì 29 aprile 2013

I FIORI NELLA VITA DI S. AGNESE



Anche per quest’anno si stanno concludendo le feste di S. Agnese con un calendario ricco di eventi  per onorare la Santa di Montepulciano. Desidero condividere la testimonianza di una insegnante d’italiano italo-argentina miracolata da S. Agnese. La devozione di questa signora a S. Agnese inizia nel 2010 quando, durante un soggiorno studio a Montepulciano. Davanti all’urna della Santa chiede una grazia che prontamente ottiene tornata in Argentina. Veronica, questo è il suo nome, aveva promesso che se avesse beneficato dell’intercessione benigna di S. Agnese sarebbe tornata in Italia il 20 aprile 2011  a portarle un fiore sulla sua tomba. Dispiaciuta di non poter intraprendere il viaggio verso l’Italia si scusa tramite il sito di S. Agnese di non poter mantenere ciò che aveva promesso. Rispondiamo all’email dicendole di non preoccuparsi e rassicurandola che io stessa, Lucia, avrei provveduto in sua vece portando il fiore a S. Agnese. Un anno dopo, nel 2012, sempre il 20 aprile, Veronica ha un altro problema. Rammaricata e depressa si appresta a festeggiare il suo compleanno (21aprile) con un velo di malinconia dispiaciuta soprattutto di non essere potuta tornare a Montepulciano a ringraziare personalmente S. Agnese. Il giorno del suo compleanno le viene donato un libro da una sua allieva il cui titolo è <Il fiore di Lucia>.  Un segno del Cielo? Concludo con le parole stesse di Veronica < …Quando ho letto fiore/Lucia ho subito pensato a Sant'Agnese e al fiore che avevi portato per me nel 2011…  Ho cercato di interpretare questo fatto in diversi modi, ma credo che Sant'Agnese volesse essere presente quel giorno dicendomi di non preoccuparmi perché ancora valeva il fiore di Lucia…  Agnese voleva accompagnarmi ancora una volta in un momento che avrebbe dovuto essere bello ( il  mio compleanno) ma che in realtà era triste per altro motivo. Quest'anno sto bene, infatti mi sto preparando per il mio compleanno che festeggerò a casa, con i miei amici più cari…. prima o poi dovrò tornare a Montepulciano e portarglielo io, il fiore e ringraziare. Volevo condividere questa storia con te, praticamente un anno dopo e dirti che mi unirò alle vostre preghiere>.

mercoledì 17 aprile 2013

LA FESTA DI SANT’AGNESE SI AVVICINA



“La superiora del monastero di Santa Maria Novella, suor Agnese, che è santa, proprio ora è migrata dalla terra!” –dicevano i lattanti ai genitori quando la santa lasciò questa vita.  Il rintocco delle campane del Santuario Agnesiano, alle ore 22.00 del 19 aprile, annunciante la festa solenne del giorno dopo e l’inizio dei festeggiamenti, pare voler ricordare queste piccole voci. E’ un momento che si ripete da secoli ed è atteso con gioia da molti.
Per i poliziani é ormai una tradizione ritrovarsi al Santuario di Sant’Agnese, a partire dal 20 aprile, per festeggiare, insieme alla Famiglia Domenicana di Montepulciano, la solennità liturgica della santa ed iniziare il novenario in suo onore che si conclude con la festa popolare del I maggio dove tutta la Comunità poliziana si riconosce in una delle persone più illustri di questa ridente cittadina toscana.
Quest’anno i festeggiamenti saranno ricchi di particolari eventi e momenti densi di significato.
In primis vorrei parlare di tutti quei benefici spirituali che tutti noi acquisteremo partecipando alle funzioni religiose inserite nei giorni del novenario. Sono giorni di grazia durante i quali Sant’Agnese farà da intermediaria tra il Cielo e la terra a chi con cuore sincero si recherà ad omaggiarla.  Non a caso “Sant’Agnese tra bontà e tenerezza” è il titolo prescelto per la conferenza di domenica 21 aprile delle ore 16.00 tenuta  dal Padre Provinciale Daniele Cara.
Vorrei sottolineare anche il momento dedicato ai bambini delle scuole di Montepulciano  che festanti si recheranno a fare il consueto omaggio floreale. Anche i piccoli di Torrita Stazione e le loro famiglie, guidati dal loro parroco don Roberto Malpelo e dai catechisti, verranno a rendere omaggio alla Santa facendo una sorta di pellegrinaggio tanto caro al cuore della nostra gente così prodiga per la devozione popolare e sottolineato anche da Papa Francesco come momento che aiuta a crescere e a progredire nella fede.
Vorrei pensare anche ai malati che a lei ricorrono non soltanto durante il novenario ma tutto l’anno anche attraverso i mezzi informatici e alle due Misericordie di Montepulciano e di Chianciano Terme che con amore e prestevole servizio si occupano di loro. A Sant’Agnese si rivolgono perché li aiuti e allievi il loro dolore offrendo a lei anche la loro inoperosità.
In ultimo vorrei chiedere a tutti di rivolgersi sempre  a lei per qualsiasi esigenza perché Sant’Agnese, ne sono certa, pensa sempre alla sua gente. Sta a noi ricordare di invocarla, in fondo si legge sul suo cenotafio lei è l’onore del nostro popolo.

domenica 20 gennaio 2013

CHE GIOIA CANTARE CON DON MARCO FRISINA



Timidamente siamo arrivati a Montepulciano, al Santuario di Sant’Agnese, sotto una pioggia battente che per giorni ha minacciato a neve, per immergerci, per una giornata intera, nella musica sacra di don Marco Frisina.  Che gioia cantare con don Marco Frisina e che bella compagnia! Lo stage promosso, voluto ed organizzato dal Vescovo Rodolfo e dal Gruppo diocesano liturgico, ha visto il suo massimo momento nella celebrazione eucaristica presieduta da Mons Cetoloni e concelebrata dai Padri Cappuccini. “Un cuor solo e un’anima sola” recitano gli Atti degli Apostoli “un cuor solo e una voce sola” è ciò che traspariva dal canto corale. Un canto che, come ha detto  don Frisina, innalza a Dio e ci fa esprimere il nostro amore per Lui. Quanto è vera questa affermazione l’ho sperimentata tante volte, riempiendomi anche gli occhi di lacrime nel cantare certe composizioni interiorizzandone le parole. Cantare e/o suonare è sì mettere a frutto e a disposizione della comunità il dono ricevuto, ma è soprattutto una questione di cuore.  E’ l’anima che si apre a Dio unendosi ai fratelli in uno slancio d’amore ineffabile. Avrei voluto poter partecipare le parole di don Frisina e dei suoi collaboratori ai tanti cantori e celebranti assenti. Che gioia è stata poi per me e per Sabrina, laiche domenicane, permettetemi di dirlo, cantare un brano di Frisina sulle parole di S. Caterina da Siena. Pareva che l’intero Santuario di Sant’Agnese vibrasse tutto dalle fondamenta! Vibrazioni d’amore, mi auguro, abbiano raggiunto un po’ tutti. Di certo queste note d’amore hanno colpito don Marco Frisina  che ha promesso di comporre in onore della Santa di Montepulciano. Noi attendiamo fiduciosi, ma sappiamo di certo che lo farà perché chi ha a che fare con i santi sperimenta uno stato emotivo nuovo che lo porta o a tornare o a fare qualcosa per loro.

giovedì 3 gennaio 2013

PRESEPE VIVENTE A GRACCIANO DI MONTEPULCIANO



Lo possiamo esclamare: “c’era una volta il Natale?”
Forse, per fortuna, ancora no, perché sono soprattutto i bambini ad amare questa festa, a volerla, a ricordarla, ad attenderla con trepidazione.
Per loro è la ricorrenza più bella dell’anno, scrivono fiumi di parole per il Natale legandovi le loro gioie, ansie, preoccupazioni, desideri e ricordi.
A Gracciano di Montepulciano i piccoli dell’Oratorio e alcuni genitori, sotto l’occhio organizzatore, attento e paterno di don Bala, hanno messo in scena il presepe vivente in due serate, il 26 dicembre 2012 e il 1 gennaio 2013.
La casa natale di S. Agnese è stata una cornice ideale.
Un presepe semplice dove si riproponevano vecchi mestieri e si mostravano animali da cortile, oggi sconosciuti a molto bambini, vero ed autentico, dove la compostezza e i veri valori trasudavano dalle scene che l’occhio del visitatore non trascurava di ammirare, dove tutti sono stati protagonisti.
Il presepe di Gracciano rispecchiava benissimo la loro piccola comunità che è esempio di una grande famiglia, di quelle che oggi forse vediamo solo in alcuni rari film o leggiamo nei libri che parlano di “capoccia” e di “puderi” dove la solidarietà tra la gente regnava sovrana.
Personalmente sono stata molto colpita da questo presepe per ovvi motivi che mi legano a questo antico podere e a chi vi è nata e cresciuta nei suoi primissimi anni di vita: Sant'Agnese Segni. Andandolo a vedere nelle due serate ho pensato alla mia cara S. Agnese e a quanto sarà stata orgogliosa di loro, della sua gente, per aver fatto rivivere nella sua casa paterna la natività.
Orgogliosa anche perché molti di questi piccoli sono stati e sono miei alunni alla scuola primaria di Abbadia e vederli impegnati ad iscenare il presepe vivente apre il cuore alla speranza che ci siano ancora ragazzi pronti ad impegnarsi.
Bravi continuate così! Avete fatto felice anche il Cielo!