“Tra Totona e
Totonella c’è la tomba del re Porsenna, tra Totona e Cappuccini c’è la Chioccia
coi Pulcini”! Quante volte abbiamo sentito questa filastrocca! E’ ormai
impressa nella nostra mente. Porsenna é stato un lucumone etrusco della città
di Chiusi, passato alla storia per il suo intervento militare contro Roma, a
sostegno di Tarquinio il Superbo che era stato tagliato fuori dal potere dalla
proclamazione della repubblica. Alcuni sono convinti che non sia mai esistito
anche se di lui scrivono sia Plutarco che Plinio il Vecchio e la tradizione
romana lo colloca intorno alla fine del VI secolo a. C. Cosa lega però
Montepulciano al re Porsenna che era di Chiusi? Forse il lucumone preferiva
Montepulciano perché l’aria era più salubre?!? Si narra comunque che si sia
fatto tumulare proprio a Montepulciano su di una quadriglia aurea completa di
cavalli dello stesso materiale. Del tesoro funerario di Porsenna pare facesse parte
anche la Chioccia coi pulcini. A Monza nel tesoro del Duomo c’è un gioiello d’oreficeria paleocristiana: una
chioccia d’oro con sette pulcini, forse donato alla regina Teodolinda. Ma cosa
rappresenta la chioccia coi pulcini? Le tesi sono molte e diverse: la
continuità della vita, la Chiesa che protegge i fedeli, un simbolo di fecondità
per la Regina; la Regina e le sette province longobarde? Nel nostro caso i
tombaroli hanno sempre cercato la tomba di Porsenna ed il tesoro ma vane, fino
ad oggi, sono state le loro attente ricerche. Abbiamo però un indizio
importante: la Chioccia non è certamente secca come quella nella favola della
“Gallina Secca”, ma satolla e tempestata di gemme preziose. Esce nelle notti di
luna piena insieme ai suoi mille pulcini, anch’essi tutti d’oro. Pigolano tutti
intorno alla madre e mai le si distaccano. Nessun uomo è mai riuscito a
prenderla perché le sue beccate sono feroci e il solo guardarla rende pazzi.
Lettori fissi
domenica 9 ottobre 2016
martedì 27 settembre 2016
LA RUOTA DEGLI ESPOSTI DI MONTEPULCIANO
C’era una volta, ma
questa non è una fiaba, un bambino di
Tuoro che visitando tutte le volte Montepulciano ne rimaneva estasiato. Giuseppe
si sentiva attratto dai bei palazzi, le sue erte vie, i vicoli e le chiese. Gli
piaceva tutto di Montepulciano e tornava spesso a parlare con i genitori del
paese poliziano. Era diventata per lui una mania. I genitori non capivano
perché lo facesse finché non scoprirono che niente accade per caso e che è
proprio vero che Dio si serve dei bambini e dei lattanti per trasmettere delle
verità. Il nonno paterno Dante quando era ancora in fasce era stato lasciato
alla ruota degli esposti di Montepulciano. La ruota, la prima fu a Marsiglia
nel lontano 1118, permetteva che i piccoli reietti non fossero abbandonati
all’aperto alla mercé degli agenti atmosferici e degli animali perché tutto ciò
poteva essere per loro fatale ma di essere accolti in strutture che se ne occupassero.
Alla ruota il bambino poteva essere abbandonato nell’anonimato anche se
capitava abbastanza spesso che il piccolo avesse un ciondolo al collo o un
segno di riconoscimento che il genitore lasciava per rintracciarlo in futuro in
tempi migliori, ma spesso era un’utopia. Il suono di una campanella esterna
avvisava l’arrivo dei neonati. La guardiana di turno, la rotara, prestava i
primi soccorsi e successivamente i piccoli venivano accolti dalla priora che li
marchiava con una doppia croce sul piedino sinistro. I neonati venivano
registrati come filiu matris ignotae. Il piccolo Dante, nonno di Giuseppe, era
nato nel 1893 forse a Sinalunga e per povertà della famiglia era stato lasciato
alla ruota di Montepulciano. Non aveva segni di riconoscimento. Un sensale che non aveva figli recandosi nel brefotrofio
decise di adottarlo dandogli una famiglia ed un cognome. Giuseppe, il bambino
che amava Montepulciano, divenuto grande, riconoscente a chi accolse suo nonno
e gli prestò le prime cure, ha continuato
ad avere un forte legame con la cittadina tanto da aggiungere al suo nome e
cognome l’appellativo di Poliziano.
domenica 18 settembre 2016
I LAICI DOMENICANI DI MONTEPULCIANO LUCRANO L’INDULGENZA INSIEME AI LAICI FRANCESCANI DI CHIANCIANO TERME
Memori delle parole di
Papa Francesco e nel suo pensiero di immaginare come la Chiesa possa rendere
più evidente la sua missione di essere testimone della Misericordia, i Laici
Domenicani di Montepulciano, insieme alla Fraternita Laica di Chianciano Terme, sabato
17 settembre, nella Cattedrale di Montepulciano, hanno lucrato l’indulgenza.
Erano accompagnati da due Padri domenicani che si sono dedicati alla
confessioni per l’intero pomeriggio: Giovanni Monti o.p. ed Andrea Perrotti
o.p. del Convento Domenicano di Cagliari.
Un giubileo
straordinario nel giubileo quello di noi domenicani in quanto è i corso anche
quello dedicato agli ottocento anni della fondazione dell’Ordine. Un cammino
che inizia con una conversione spirituale e che ha al suo centro la
misericordia di Dio come fonte inesauribile di grazia e di salvezza. Gesù
Cristo, re dell'universo e volto vivo della misericordia del Padre, ci offre il
suo perdono. E’ una nuova tappa del cammino della Chiesa nella sua missione di
portare a ogni persona il vangelo della Misericordia.
martedì 6 settembre 2016
UNA VOLTAIA DA SOGNO
A Montepulciano, domenica
4 settembre, si è festeggiata la brillante vittoria della Contrada di Voltaia. Il Bravio delle Botti 2016 ha riservato
non poche sorprese permettendoci di definirlo
la “corsa delle meraviglie”. Ci aspettavamo la vittoria della contrada del Collazzi
che risultava essere la favorita sia per la coppia considerata vincente che per
la prima posizione alla partenza assegnata per sorteggio. Ma mai dire gatto se
non l’hai nel sacco! Voltaia, una delle favorite, ultima per postazione alla
griglia di partenza, ha rivelato la propria forza conquistando per la quarta
volta il panno scarlatto dedicato all’anno giubilare della Misericordia.
Stupore e meraviglia negli occhi di tutti, gioia e piena soddisfazione nei
contradaioli rosso-nero. Due ragazzi, Attila e White Kenyan, preparati e tenaci, allenatisi costantemente e
seguiti regolarmente da competenti addetti agli spingitori sempre vicini alla
squadra loro assegnata, sono stati i veri protagonisti di questo Bravio 2016. E
non poteva concludersi diversamente la festa della vittoria che ha visto
partecipare tanta gente intorno a Voltaia che ha fatto sognare. Il curatissimo
corteo si è portato verso la Cattedrale dove è stato donato il cero al Santo
Patrono dedicando la vittoria all’amatissimo contradaiolo Bellari Giordano
dando un ulteriore significato alla celebrazione liturgica e commuovendo i
presenti perché il “Cica” rimarrà sempre nei cuori di tutti. La festa è poi andata
in crescendo con l’eccellente pranzo nella capiente cripta del Gesù che ha
visto riuniti intorno ai contradaioli di Voltaia i Rettori delle altre Contrade,
il Parroco don Domenico Zafarana, i
rappresentanti del Magistrato e del Comune, la contrada gemellata di
Castiglion Fiorentino e tanta,
tantissima gente. Tutto perfetto e curato a partire da un cartoncino
arrotolato che in molti credevamo il menù ma che invece si è rivelato essere l’immagine
dell’arrivo della botte in Piazza Grande con la simpatica scritta “… s’è
combinata grossa”. E poi i video della corsa e delle vittorie passate, le
immagini del corteo, il giubilo dei contradaioli… la cordialità del Rettore
Alessio Bellari … tutto davvero familiare, coinvolgente e naturalmente meritato.
sabato 20 agosto 2016
POGGIOLO E DANIELE’S DRINK 2016 PER RICORDARE UN AMICO
Sotto un cielo poco prima capriccioso e piovoso ma
poi tornato sereno, a Montepulciano,
venerdì 19 agosto, le otto Contrade hanno voluto ricordare con un brindisi un
amico prematurosamente scomparso: Daniele Santoni.
La Contrada del Poggiolo organizzando
questo momento, in collaborazione con l’Istituto Professionale Alberghiero
"Pellegrino Artusi" di Chianciano Terme, ha aperto la
settimana degli eventi con un giorno di anticipo dedicando DANIELE’S DRINK 2016 ad uno
storico e fedele contradaiolo apprezzato e stimato per le sue qualità umane e
professionali.
La gara, partecipata da molti giovani di
Montepulciano, si è rivelata una competizione di
cocktail aperitivo tra Contrade. Creare
qualcosa per poterlo ricordare in un modo a lui cosi familiare, è sembrato a tutti giusto e doveroso. Daniele
aveva una passione contagiosa per i
vini, uno know-how sulle tecniche dei
barman ed un grande amore per la cucina. I concorrenti, alcuni dei quali
gli stessi Rettori di Contrada, si sono presentati
mezz’ora prima dell’orario stabilito ed hanno cosi allestito e curato al meglio
la preparazione da sottoporre al giudizio della giuria composta da 4
professionisti del settore alberghiero: Maggiolini Enrico, Pagliai Roberto,
Picchiotti Paola e Ruggia Simona. Il cocktail non doveva contenere nessun tipo
e/o quantità di super-alcolici mentre è stato consentito
l’uso di vino, prosecco o spumante. Sono stati ammessi tutti gli ingredienti, sia
di frutta che verdura riservando una particolare attenzione a quelle Contrade
che hanno utilizzato alimenti a km0. La tipologia del recipiente utilizzato è
stata a totale discrezione dei partecipanti come i colori della composizione
non sono stati vincolanti e pertanto del tutto liberi. La stessa tecnica di
esecuzione: shake&strain, muddle, build… era a discrezione di ogni Contrada
mentre, vista la particolarità dell’evento, è stato richiesto che ogni
creazione dovesse recare nella
decorazione una “stella”, di frutta e/o verdura, a libera fantasia del
competitor per ricordare il Caffè Stella che Daniele gestiva con
professionalità e simpatia. La bevanda, una per ciascuna Contrada, è stata
presentata in una singola porzione per il giudizio ed inoltre preparata in
quantità maggiore necessaria per essere offerta ai presenti dopo il verdetto
finale. La giuria esaminatrice ha apprezzato ogni singola esecuzione trovando
in ogni prodotto finale qualcosa di originale. Il criterio di giudizio si è basato
principalmente sul gusto, sull’esecuzione, sulla varietà e particolarità degli
ingredienti. E’ stata premiata la Contrada di Talosa ottenendo il massimo punteggio seguita al
secondo posto da San Donato e da Collazzi al terzo. La Contrada del Poggiolo, in memoria di
Daniele, ha offerto una borsa di studio che il Consiglio d’Istituto dell’Artusi
saprà indirizzare verso l’allievo più
meritevole o quello più svantaggiato. Con il brindisi finale, accompagnato da
stuzzichini e salati predisposti dalla Contrada del Poggiolo, tutti i
convenuti, vicini alla famiglia di Daniele presente, si sono dati appuntamento
per DANIELE’S
DRINK 2017.
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