Lettori fissi

domenica 9 ottobre 2016

LA CHIOCCIA COI PULCINI



“Tra Totona e Totonella c’è la tomba del re Porsenna, tra Totona e Cappuccini c’è la Chioccia coi Pulcini”! Quante volte abbiamo sentito questa filastrocca! E’ ormai impressa nella nostra mente. Porsenna é stato un lucumone etrusco della città di Chiusi, passato alla storia per il suo intervento militare contro Roma, a sostegno di Tarquinio il Superbo che era stato tagliato fuori dal potere dalla proclamazione della repubblica. Alcuni sono convinti che non sia mai esistito anche se di lui scrivono sia Plutarco che Plinio il Vecchio e la tradizione romana lo colloca intorno alla fine del VI secolo a. C. Cosa lega però Montepulciano al re Porsenna che era di Chiusi? Forse il lucumone preferiva Montepulciano perché l’aria era più salubre?!? Si narra comunque che si sia fatto tumulare proprio a Montepulciano su di una quadriglia aurea completa di cavalli dello stesso materiale. Del tesoro funerario di Porsenna pare facesse parte anche la Chioccia coi pulcini. A Monza nel tesoro del Duomo c’è  un gioiello d’oreficeria paleocristiana: una chioccia d’oro con sette pulcini, forse donato alla regina Teodolinda. Ma cosa rappresenta la chioccia coi pulcini? Le tesi sono molte e diverse: la continuità della vita, la Chiesa che protegge i fedeli, un simbolo di fecondità per la Regina; la Regina e le sette province longobarde? Nel nostro caso i tombaroli hanno sempre cercato la tomba di Porsenna ed il tesoro ma vane, fino ad oggi, sono state le loro attente ricerche. Abbiamo però un indizio importante: la Chioccia non è certamente secca come quella nella favola della “Gallina Secca”, ma satolla e tempestata di gemme preziose. Esce nelle notti di luna piena insieme ai suoi mille pulcini, anch’essi tutti d’oro. Pigolano tutti intorno alla madre e mai le si distaccano. Nessun uomo è mai riuscito a prenderla perché le sue beccate sono feroci e il solo guardarla rende pazzi.

martedì 27 settembre 2016

LA RUOTA DEGLI ESPOSTI DI MONTEPULCIANO



C’era una volta, ma questa non è una fiaba, un  bambino di Tuoro che visitando tutte le volte Montepulciano ne rimaneva estasiato. Giuseppe si sentiva attratto dai bei palazzi, le sue erte vie, i vicoli e le chiese. Gli piaceva tutto di Montepulciano e tornava spesso a parlare con i genitori del paese poliziano. Era diventata per lui una mania. I genitori non capivano perché lo facesse finché non scoprirono che niente accade per caso e che è proprio vero che Dio si serve dei bambini e dei lattanti per trasmettere delle verità. Il nonno paterno Dante quando era ancora in fasce era stato lasciato alla ruota degli esposti di Montepulciano. La ruota, la prima fu a Marsiglia nel lontano 1118, permetteva che i piccoli reietti non fossero abbandonati all’aperto alla mercé degli agenti atmosferici e degli animali perché tutto ciò poteva essere per loro fatale ma di essere accolti in strutture che se ne occupassero. Alla ruota il bambino poteva essere abbandonato nell’anonimato anche se capitava abbastanza spesso che il piccolo avesse un ciondolo al collo o un segno di riconoscimento che il genitore lasciava per rintracciarlo in futuro in tempi migliori, ma spesso era un’utopia. Il suono di una campanella esterna avvisava l’arrivo dei neonati. La guardiana di turno, la rotara, prestava i primi soccorsi e successivamente i piccoli venivano accolti dalla priora che li marchiava con una doppia croce sul piedino sinistro. I neonati venivano registrati come filiu matris ignotae. Il piccolo Dante, nonno di Giuseppe, era nato nel 1893 forse a Sinalunga e per povertà della famiglia era stato lasciato alla ruota di Montepulciano. Non aveva segni di riconoscimento.  Un sensale che non aveva figli recandosi nel brefotrofio decise di adottarlo dandogli una famiglia ed un cognome. Giuseppe, il bambino che amava Montepulciano, divenuto grande, riconoscente a chi accolse suo nonno e gli prestò le prime cure,  ha continuato ad avere un forte legame con la cittadina tanto da aggiungere al suo nome e cognome l’appellativo di Poliziano.

domenica 18 settembre 2016

I LAICI DOMENICANI DI MONTEPULCIANO LUCRANO L’INDULGENZA INSIEME AI LAICI FRANCESCANI DI CHIANCIANO TERME



Memori delle parole di Papa Francesco e nel suo pensiero di immaginare come la Chiesa possa rendere più evidente la sua missione di essere testimone della Misericordia, i Laici Domenicani di Montepulciano, insieme alla  Fraternita Laica di Chianciano Terme, sabato 17 settembre, nella Cattedrale di Montepulciano, hanno lucrato l’indulgenza. Erano accompagnati da due Padri domenicani che si sono dedicati alla confessioni per l’intero pomeriggio: Giovanni Monti o.p. ed Andrea Perrotti o.p.  del Convento Domenicano di  Cagliari.
Un giubileo straordinario nel giubileo quello di noi domenicani in quanto è i corso anche quello dedicato agli ottocento anni della fondazione dell’Ordine. Un cammino che inizia con una conversione spirituale e che ha al suo centro la misericordia di Dio come fonte inesauribile di grazia e di salvezza. Gesù Cristo, re dell'universo e volto vivo della misericordia del Padre, ci offre il suo perdono. E’ una nuova tappa del cammino della Chiesa nella sua missione di portare a ogni persona il vangelo della Misericordia.  

martedì 6 settembre 2016

UNA VOLTAIA DA SOGNO



A Montepulciano, domenica 4 settembre, si è festeggiata la brillante vittoria della Contrada di Voltaia.  Il Bravio delle Botti 2016 ha riservato non  poche sorprese permettendoci di definirlo la “corsa delle meraviglie”. Ci aspettavamo la vittoria della contrada del Collazzi che risultava essere la favorita sia per la coppia considerata vincente che per la prima posizione alla partenza assegnata per sorteggio. Ma mai dire gatto se non l’hai nel sacco! Voltaia, una delle favorite, ultima per postazione alla griglia di partenza, ha rivelato la propria forza conquistando per la quarta volta il panno scarlatto dedicato all’anno giubilare della Misericordia. Stupore e meraviglia negli occhi di tutti, gioia e piena soddisfazione nei contradaioli rosso-nero. Due ragazzi, Attila e White Kenyan,  preparati e tenaci, allenatisi costantemente e seguiti regolarmente da competenti addetti agli spingitori sempre vicini alla squadra loro assegnata, sono stati i veri protagonisti di questo Bravio 2016. E non poteva concludersi diversamente la festa della vittoria che ha visto partecipare tanta gente intorno a Voltaia che ha fatto sognare. Il curatissimo corteo si è portato verso la Cattedrale dove è stato donato il cero al Santo Patrono dedicando la vittoria all’amatissimo contradaiolo Bellari Giordano dando un ulteriore significato alla celebrazione liturgica e commuovendo i presenti perché il “Cica” rimarrà sempre nei cuori di tutti. La festa è poi andata in crescendo con l’eccellente pranzo nella capiente cripta del Gesù che ha visto riuniti intorno ai contradaioli di Voltaia i Rettori delle altre Contrade, il Parroco don Domenico Zafarana, i  rappresentanti del Magistrato e del Comune, la contrada gemellata di Castiglion Fiorentino e tanta,  tantissima gente. Tutto perfetto e curato a partire da un cartoncino arrotolato che in molti credevamo il menù ma che invece si è rivelato essere l’immagine dell’arrivo della botte in Piazza Grande con la simpatica scritta “… s’è combinata grossa”. E poi i video della corsa e delle vittorie passate, le immagini del corteo, il giubilo dei contradaioli… la cordialità del Rettore Alessio Bellari … tutto davvero familiare, coinvolgente e naturalmente meritato.

sabato 20 agosto 2016

POGGIOLO E DANIELE’S DRINK 2016 PER RICORDARE UN AMICO



Sotto un cielo poco prima capriccioso e piovoso ma poi tornato sereno,  a Montepulciano, venerdì 19 agosto, le otto Contrade hanno voluto ricordare con un brindisi un amico prematurosamente scomparso: Daniele Santoni.
La Contrada del Poggiolo organizzando questo momento, in collaborazione con l’Istituto Professionale Alberghiero "Pellegrino Artusi" di Chianciano Terme, ha aperto la settimana degli eventi con un giorno di anticipo dedicando DANIELE’S DRINK 2016 ad uno storico e fedele contradaiolo apprezzato e stimato per le sue qualità umane e professionali.
La gara, partecipata da molti giovani di Montepulciano, si è rivelata  una competizione di cocktail aperitivo tra Contrade. Creare qualcosa per poterlo ricordare in un modo a lui cosi familiare,  è sembrato a tutti giusto e doveroso. Daniele aveva una  passione contagiosa per i vini, uno  know-how sulle tecniche dei barman ed un grande amore per la cucina. I concorrenti, alcuni dei quali gli stessi Rettori di Contrada,  si sono presentati mezz’ora prima dell’orario stabilito ed hanno cosi allestito e curato al meglio la preparazione da sottoporre al giudizio della giuria composta da 4 professionisti del settore alberghiero: Maggiolini Enrico, Pagliai Roberto, Picchiotti Paola e Ruggia Simona. Il cocktail non doveva contenere nessun tipo e/o  quantità di super-alcolici mentre è stato consentito l’uso di vino, prosecco o spumante. Sono stati ammessi tutti gli ingredienti, sia di frutta che verdura riservando una particolare attenzione a quelle Contrade che hanno utilizzato alimenti a km0. La tipologia del recipiente utilizzato è stata a totale discrezione dei partecipanti come i colori della composizione non sono stati vincolanti e pertanto del tutto liberi. La stessa tecnica di esecuzione: shake&strain, muddle, build… era a discrezione di ogni Contrada mentre, vista la particolarità dell’evento, è stato richiesto che ogni creazione dovesse  recare nella decorazione una “stella”, di frutta e/o verdura, a libera fantasia del competitor per ricordare il Caffè Stella che Daniele gestiva con professionalità e simpatia. La bevanda, una per ciascuna Contrada, è stata presentata in una singola porzione per il giudizio ed inoltre preparata in quantità maggiore necessaria per essere offerta ai presenti dopo il verdetto finale. La giuria esaminatrice ha apprezzato ogni singola esecuzione trovando in ogni prodotto finale qualcosa di originale. Il criterio di giudizio si è basato principalmente sul gusto, sull’esecuzione, sulla varietà e particolarità degli ingredienti. E’ stata premiata la Contrada di Talosa  ottenendo il massimo punteggio seguita al secondo posto da San Donato e da Collazzi al terzo.  La Contrada del Poggiolo, in memoria di Daniele, ha offerto una borsa di studio che il Consiglio d’Istituto dell’Artusi  saprà indirizzare verso l’allievo più meritevole o quello più svantaggiato. Con il brindisi finale, accompagnato da stuzzichini e salati predisposti dalla Contrada del Poggiolo, tutti i convenuti, vicini alla famiglia di Daniele presente, si sono dati appuntamento per DANIELE’S DRINK 2017.